La genesi di Progetto Ustica

La memoria non deve andare perduta.

Il volo IH 870 decollò la sera del 27 giugno 1980 dall’Aeroporto di Bologna.

Non possiamo dimenticare di aver pagato col nostro sangue l’ignoranza di aver ritenuto lontana da noi la guerra, solo perché fuori dai nostri confini.

Non dobbiamo commettere nuovamente gli stessi errori.

Nato dieci anni prima, ero già abbastanza grande per capire cosa succedeva. Vedendole al telegiornale, nelle facce e nelle parole della gente, mi resi conto, come tantissimi altri, della gravità di quelle che sono state le più grandi stragi della storia italiana del dopoguerra. Sono inoltre bolognese, quindi direttamente collegato ad esse: la strage di Ustica e la strage della stazione di Bologna.

Una ventina d’anni fa vidi Il Muro di Gomma di Marco Risi. Mi impressionò e mi diede una cornice dove incasellare i ricordi sparsi che avevo registrato da bambino. Per rimanere sgomento da adulto.

Quindici anni fa, lo spettacolo I-TIGI Canto per Ustica di Marco Paolini mi fece capire meglio quanto si fosse andati vicino alla guerra in quei giorni, e accese in me un fuoco di indignazione che non sono più riuscito a spegnere.

Faccio videogiochi da trent’anni, e da almeno un lustro ho l’idea di utilizzarli per realizzare una simulazione della Strage di Ustica. Non a fine documentaristico, bensì per la memoria.

Quest’idea è sorta per le tante, innumerevoli volte in cui mi sono trovato a parlare con qualcuno che non conosceva i fatti del 27 giugno 1980. Nel mio lavoro, sono costantemente in contatto con colleghi più giovani di me, essendo io uno dei ‘vecchi’ del campo. Più l’interlocutore è giovane, più è probabile che non sappia cosa sia Ustica. Questo pensiero, a me come a tanti altri, risulta intollerabile.

Per questo ho voluto fare un videogioco, o meglio un serious game, che possa raccontare ai giovani e a tutti, ancora una volta ma con un mezzo diverso, cosa successe.

Insieme a mia moglie e i nostri figli, all’inizio di quest’anno sono tornato al Museo per la Memoria di Ustica, dove il DC9 è stato ricomposto all’interno dell’installazione di Christian Boltansky. I bambini hanno capito cosa successe quella tragica notte. Osservando, imparando, provando emozioni.

Ho parlato con Cinzia Venturoli del CEDOST (Centro di documentazione storico politica sullo stragismo), con cui avevo lavorato anni prima, di questa idea. Mi ha fornito un suo prezioso quadro.

Infine, mi sono deciso a contattare l’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, dato che per un progetto del genere, in primis, volevo avere la certezza di poter moralmente addentrarmi in un territorio così doloroso e delicato. In primavera ho incontrato Daria Bonfietti e Andrea Benetti, che mi hanno dato consigli fondamentali su come affrontare questa tematica e mi hanno fatto capire che l’Associazione (nonostante non possa né debba ‘produrre’ niente) era favorevole a un’idea del genere.

Favorevole a qualsiasi azione per conservare la memoria.

Ho sviluppato quindi l’idea: rappresentare in soggettiva i momenti prima dell’abbattimento e i momenti successivi ad essa realizzando un serious game con un appeal grafico-sonoro di massima qualità che risulti allettante anche per chi, soprattutto per chi, non conosce o non è interessato al tema; una simulazione adatta ai nuovi accessori di realtà virtuale come l’Oculus Rift VR e strutturata per fare in modo che quell’esperienza terribile venga replicata, rivissuta e non dimenticata.

Progetto Ustica è un serious game breve, rigiocabile, economicamente sostenibile a livello produttivo, pensato per l’Italia ma anche per il mondo intero, da diffondere gratuitamente attraverso i principali canali di distribuzione videoludica e, sempre gratuitamente, in un formato adatto alle scuole del nostro paese, per quei docenti che vogliono far conoscere ai loro studenti la storia della strage di Ustica; una parte di storia ancora da decifrare del tutto, ma forse per questo ancora più attuale, del nostro Paese.

Insieme al dott. Mauro Salvador dell’Università di Bologna, che si è occupato dello studio e raccolta della documentazione (col prezioso aiuto di Andrea Benetti dell’Associazione), dalla mia idea di base abbiamo sviluppato uno storyboard, documentale e tecnico. Dopodiché, altri colleghi professionisti sono diventati parte della squadra diProgetto Ustica.

Altri colleghi, altri sostenitori, altri che come noi hanno la volontà di conservare la memoria, si aggiungeranno in futuro.

L’obiettivo è che quante più persone possibile sappiano. Che non dimentichino l’importanza della memoria.

Siamo partiti.

E con noi anche tu, che hai speso il tuo tempo per leggere queste parole, che ci seguirai, che proverai Progetto Ustica, che lo sosterrai con noi.

Che non dimenticherai.

Poco dopo le 20.58 della sera del 27 giugno 1980, nei cieli fra Ponza e Ustica il volo IH870 è stato abbattuto per errore durante un’operazione militare.

La memoria non deve andare perduta.

Ivan Venturi

Un pensiero riguardo “La genesi di Progetto Ustica”

I commenti sono chiusi