La rappresentazione delle vittime in Progetto Ustica

Abbiamo ragionato a lungo sulle modalità di rappresentazione delle vittime della strage.

Fra tutte le carte che abbiamo visionato durante la ricerca, l’elenco dei nomi dei settantasette passeggeri e quattro membri dell’equipaggio, è uno dei documenti più potenti e senza dubbio uno strumento efficacissimo per comunicare la portata dell’accaduto.

Non solo, le fotografie dei cadaveri emersi il giorno successivo alla distruzione del DC9 nel mare a largo di Ustica sono immagini spaventose e toccanti, molto simili a quelle che si vedono ancora oggi, di altre, seppur diverse, vittime di guerra. Immagini che è doveroso mostrare o immagini da non usare con troppa leggerezza?

Ecco, capire come trattare questa “materia” non è stato facile. Daria Bonfietti e Andrea Benetti dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica avevano una posizione in merito, ovvero che dopo tanti anni, forse, rappresentare le vittime con i loro volti, i loro nomi e i loro corpi, non avrebbe dato a Progetto Ustica un valore superiore, anzi, avrebbe rischiato di trasformarlo, così abbiamo interpretato noi, in un incontrollabile strumento retorico.

La scelta è stata allora di rappresentare le vittime come le vedete in questa immagine, impersonali e simboliche, anonime ma al tempo stesso rappresentative, dotate di una voce collettiva comprensibile solo a tratti.