La ricerca per Progetto Ustica #3: gli aerei militari coinvolti

Durante la nostra ricerca abbiamo affrontato il problema di rappresentare nel modo corretto gli aerei militari che popolano lo scenario della simulazione. Da un lato il problema è proprio l’identificazione di quei velivoli che verosimilmente potevano essere in cielo in quel momento, dall’altro la questione è definire correttamente modelli, estetica e accessori di questi stessi apparecchi.

Abbiamo chiesto l’aiuto di Daniele Azara, game designer con una passione di lunghissima data per l’aeronautica e gli incidenti che coinvolgono velivoli.

Certamente presenti sono due Lockheed F-104 italiani, di ritorno da un’esercitazione nella zona di Verona Villafranca verso la base aeronautica di Grosseto.  I due velivoli, appartenenti al 4° Stormo con base appunto a Grosseto, sono un biposto (TF-104), guidato dai due istruttori Naldini e Nutarelli, e un monoposto (F-104S oppure un F104-G) pilotato dall’allievo Giannelli. Entrambi sono configurati per una missione di addestramento tattico, dunque non armati, ma comunque dotati di serbatoi laterali (tanker) senza i quali avrebbero un’autonomia molto limitata, insufficiente al compimento della missione nella zona dell’aeroporto veronese.

Probabilmente presenti sono uno o due Mikoyan-Gurevich MiG-23 libici, del tutto identici, colorazione e simboli a parte, a quelli russi. Nella nostra interpretazione questi apparecchi sono di ritorno da basi jugoslave, dove hanno ricevuto manutenzione programmata. Se questi aerei siano armati o meno è ancora una questione aperta su cui stiamo ragionando. Di certo per un percorso così lungo sono anch’essi dotati di un serbatoio aggiuntivo sotto la pancia.

Altri modelli che stiamo considerando di utilizzare sono quelli statunitensi, imbarcati nella portaerei Saratoga, il cui coinvolgimento nella vicenda rimane da definire con certezza, oppure decollati da una delle basi NATO nel nostro territorio (Decimomannu, Gioia del Colle, Crotone, Sigonella, ecc).  Nel 1980 l’unico velivolo imbarcato sulla Saratoga e in grado di portare avanti operazioni di difesa area è il Phantom II, mentre dalle basi potrebbero verosimilmente decollare anche dei Grumman F-14 , dei McDonnel Douglas F-15 o dei General Dynamics F-16, in grado di raggiungere l’area fra Ponza e Ustica in un tempo compreso fra i 5 e i 30 minuti a seconda della distanza..

Il coinvolgimento francese infine, che è ormai dato per assodato pur mancando conferme ufficiali, si suppone riguardi la portaerei Foch, in mare a sud est della Sardegna, oppure la base corsa di Solenzara. Una coppia di Mirage F1, molto adatti allo scramble, potrebbero verosimilmente essere decollati dalla base, nonostante questa fosse un luogo deputato all’addestramento e non alle operazioni di caccia; in alternativa due Super-Etendard, velivoli per eccellenza imbarcati nelle porterei francesi dell’epoca, potrebbero provenire dalla portaerei e raggiungere lo scenario di guerra sul Tirreno più rapidamente.

Altri velivoli popolavano i cieli italiani in quei mesi. Caccia russi, israeliani, britannici e belgi sono stati alternativamente associati alla vicenda di Ustica e in questo momento stiamo vagliando la possibilità di aumentare gli attori in campo quella notte.

Flowchart di Progetto Ustica

Al primo avvio il giocatore si trova di fronte a un menù principale con tre possibili scelte ramificate

1.OPZIONI

  • Lingua
  • Grafica
  • Supporto
  • Credits

2.PUZZLE

  • Un solo tassello presente: DC9 – visuale interna
  • Mini-scheda sulla compagnia aerea Itavia
  • 11 spazi da riempire

3.INIZIA

  • CUTSCENE INTRODUTTIVA

Schermate testuali riguardanti i dettagli del volo del DC9 Itavia con comunicazioni radio e procedure di decollo civile; la presenza non dichiarata di numerosi aerei militari sulle rotte civili con comunicazioni in gergo militare.

Breve video che mostra due caccia che si inseguono.

Schermata radar che mostra l’apparizione improvvisa di numerosi segnali con in sottofondo il vociare concitato e incomprensibile degli addetti.

Schermata testuale che ribadisce la non peculiarità della situazione nei cieli italiani quel giorno, nonostante quello che sarebbe accaduto di lì a poco. In sottofondo proseguono le comunicazioni standard del DC9, già in volo.

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  • INIZIO GIOCO

Il giocatore si ritrova a esplorare la cabina del DC9 da un punto di vista impersonale, interagendo con oggetti fissi e oggetti collezionabili.

  • COLLECTIBLES

Alcuni di questi oggetti, danno accesso a nuovi punti di vista sulla vicenda tramite un interfaccia grafica nella parate superiore dello schermo.

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  1. DC9 interno accessibile da subito.
  2. DC9 esterno segue il volo da un punto di vista agganciato all’aereo, zoomabile e ruotabile.
  3. F104-1 primo aereo italiano che nella prima metà del volo del DC9 ne testimonia il passaggio nei dintorni di Grosseto. Questo punto di vista rimane selezionabile fino a circa metà della simulazione.
  4. F104-2 secondo aereo italiano che nella prima metà del volo del DC9 ne testimonia il passaggio nei dintorni di Grosseto. Questo punto di vista rimane selezionabile fino a circa metà della simulazione.
  5. MIG23-1 primo aereo libico che si accoda al DC9 fra Firenze e Grosseto.
  6. MIG23-2 secondo aereo libico che si accoda al DC9 fra Firenze e Grosseto.
  7. UFO-1 primo aereo che all’altezza di Roma, senza identificarsi, affianca a circa venti miglia a ovest il DC9 monitorando l’eventuale presenza di aerei militari. Il tipo di aereo non è chiaro, ‘sfarfalla’ e a intervalli regolari modifica il proprio aspetto fra quelli di un Mirage francese, un F-14 Tomcat americano, un F-111 britannico, un F104 italiano.
  8. UFO-2 secondo aereo che all’altezza di Roma, senza identificarsi, affianca a circa venti miglia a ovest il DC9 monitorando l’eventuale presenza di aerei militari. Il tipo di aereo non è chiaro, ‘sfarfalla’ e a intervalli regolari modifica il proprio aspetto fra quelli di un Mirage francese, un F-14 Tomcat americano, un F-111 britannico, un F104 italiano.
  9. PESCATORE da un piccolo peschereccio a largo di Ustica, un pescatore notturno assiste alla scena in aria.
  10. RADAR una visualizzazione parallela a quella 3D in cui visualizzare tutti gli aerei coinvolti, i loro spostamenti e manovre d’attacco. Il radar visualizza l’intero territorio della simulazione, anche se nella realtà sono quattro i principali centri radar coinvolti nelle rilevazioni, Firenze, Roma, Napoli e Marsala.
  11. AUDIO-1 tutte le comunicazioni fra pilota DC9 e torre di controllo di Roma Ciampino. Questi contenuti audio sono attivabili o disattivabili a piacimento in sovrapposizione a quelli video, che invece sono punti di vista alternativi uno all’altro.
  12. AUDIO-2 traccia che si attiva dopo l’abbattimento e trasmette le comunicazioni fra i vari centri radar e torri di controllo alla ricerca del DC9 scomparso.

Tali oggetti sbloccano anche i relativi pezzi di puzzle con schede informative nell’apposita sezione di menu iniziale.

I punti di vista sbloccati rimangono tali e sono esplorabili fin dall’inizio delle successive partite, permettendo al giocatore di costruire la propria esperienza in modo diverso per esplorare tutti i punti di vista disponibili.

  • CUTSCENE ABBATTIMENTO DC9

Sequenza scriptata in cui il punto di vista rimane bloccato su quello selezionato al momento dell’avvio della sequenza stessa, che non è interattiva.

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  • CUTSCENE FINALE

Schermata testuale con breve descrizione delle indagini su questi avvenimenti e monito sulla vicinanza della guerra, anche in tempo di pace.

  • RITORNO AL MENU INIZIALE

Possibilità di accedere alle schede informative tramite i pezzi del puzzle sbloccati durante l’esplorazione.

La ricerca per progetto Ustica #2: le ipotesi

Una delle fasi più importanti della ricerca per Progetto Ustica ha riguardato la ricostruzione del momento della rottura in volo dell’aereo: quello che abbiamo chiamato “Il momento in cui successe”.

Sin dalle prime inchieste, basate sui tracciati radar dei vari siti di rilevamento incontrati dal DC9 nel suo percorso e sui ritrovamenti delle vittime in mare, sono emerse indicazioni nette sulla presenza di altri velivoli nella area dell’evento. Nel tempo prendono forma tuttavia quattro ipotesi ben distinte:

  • la quasi collisione con un velivolo non identificato presente nello scenario;
  • il cedimento strutturale del DC9, usurato dagli anni di servizio;
  • la presenza di una bomba a bordo, molto sponsorizzata in ambienti governativi e che avrebbe inevitabilmente addossato le colpe a gruppi estremisti politicizzati;
  • l’impatto del DC9 con un missile lanciato, per errore, da un aereo militare non identificato.

Le perizie svolte a ridosso dell’evento escludono le prime due ipotesi ma non possono pronunciarsi sulle altre due, la bomba a bordo e il missile, poiché il relitto del DC9 non è stato recuperato. Dopo un’altra commissione d’inchiesta e altre perizie, oltre al recupero del relitto avvenuto nel 1987, emergono degli strani “buchi” nei tracciati radar e nelle comunicazioni. È di fatto impossibile ricostruire con assoluta certezza gli eventi, tuttavia è chiaro che queste mancanze non sono casuali ma sono il frutto di un piano di insabbiamento.

Nel 1990 un’altra istruttoria, condotta dal giudice Priore indaga proprio su questa ipotesi e, dopo quasi dieci anni, arriva a chiedere il rinvio a giudizio diversi generali, ufficiali e sottoufficiali dell’aeronautica militare, colpevoli della manomissione delle prove al fine di mantenere segreta una misteriosa operazione militare che ha incrociato la rotta del DC9 solo perché questi era in ritardo di due ore circa.

Ripercorrendo la storia peritale delle quattro interpretazioni, Priore propende infine per la quarta ipotesi, la presenza di un missile esploso all’altezza della prua destra della fusoliera del DC9. Secondo lo scenario presentato dagli ingegneri Algostino, Pent e Vadacchino per l’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica: tale ipotesi è formulata secondo il metodo dell’albero delle probabilità: “se nel dovere scegliere tra varie ipotesi si riesce ad escluderle tutte ad eccetto di una, quest’ultima ha un grado di certezza equivalente a quello che si sarebbe avuto nel caso che essa fosse stata dimostrata direttamente” e va quindi accettata come la più verosimile.

La conclusione del giudice Priore è ciò da cui siamo partiti per il nostro lavoro di ricerca su Progetto Ustica: “è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è avvenuto”.