La rappresentazione delle vittime in Progetto Ustica

Abbiamo ragionato a lungo sulle modalità di rappresentazione delle vittime della strage.

Fra tutte le carte che abbiamo visionato durante la ricerca, l’elenco dei nomi dei settantasette passeggeri e quattro membri dell’equipaggio, è uno dei documenti più potenti e senza dubbio uno strumento efficacissimo per comunicare la portata dell’accaduto.

Non solo, le fotografie dei cadaveri emersi il giorno successivo alla distruzione del DC9 nel mare a largo di Ustica sono immagini spaventose e toccanti, molto simili a quelle che si vedono ancora oggi, di altre, seppur diverse, vittime di guerra. Immagini che è doveroso mostrare o immagini da non usare con troppa leggerezza?

Ecco, capire come trattare questa “materia” non è stato facile. Daria Bonfietti e Andrea Benetti dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica avevano una posizione in merito, ovvero che dopo tanti anni, forse, rappresentare le vittime con i loro volti, i loro nomi e i loro corpi, non avrebbe dato a Progetto Ustica un valore superiore, anzi, avrebbe rischiato di trasformarlo, così abbiamo interpretato noi, in un incontrollabile strumento retorico.

La scelta è stata allora di rappresentare le vittime come le vedete in questa immagine, impersonali e simboliche, anonime ma al tempo stesso rappresentative, dotate di una voce collettiva comprensibile solo a tratti.

La ricerca per Progetto Ustica #1

Sono entrato a far parte di Progetto Ustica una sera di maggio, dopo una lunga chiacchierata con Ivan Venturi. Un progetto del genere ha valore culturale in molti sensi: dalla memoria di un evento storico fondamentale della nostra storia recente e raramente trattato nelle scuole, all’affermazione della capacità linguistica del videogioco, in grado di parlare, bene, anche di temi come questo.

La ricerca necessaria per iniziare a ragionare alla ricostruzione di un evento del genere passa dalla paziente lettura di migliaia di pagine di atti processuali, di articoli di giornale e di libri come Punto Condor di Daniele Biacchessi e Fabrizio Colarieti; dalla visione di film come Il muro di gomma, di programmi di inchiesta televisiva come Telefono giallo, di pièce teatrali come I-TIGI Canto per Ustica, interpretata da Marco Paolini.

Per pianificare questo lavoro è stato importante l’aiuto dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica e in particolare di Andrea Benetti, prezioso compagno di caffè che ci ha permesso di operare una prima selezione dei materiali più importanti e urgenti da consultare, dandoci allo stesso tempo dettagli fondamentali e certi su cui costruire le basi della nostra simulazione quadrimensionale.

radar-oriAndrea è stato prezioso anche nel presentarci all’Istituto Parri di Bologna, dove sono conservati tutti i materiali raccolti dall’Associazione in ormai quasi trent’anni di attività. Al Parri ci hanno accolto con estrema gentilezza e disponibilità e noi ne abbiamo approfittato, consultando, in diverse giornate dal vivo e attraverso il progetto Città degli Archivi, atti processuali, rassegne stampa, videoregistrazioni, audio originali delle comunicazioni radio del DC9 e tracciati radar.

Da Andrea Benetti proviene anche l’indicazione di consultare il sito Stragi80 che raccoglie molti dei materiali in formato digitale e opera una prima e utilissima rielaborazione degli stessi. A queste fonti primarie se ne sono aggiunte molte altre, di cui abbiamo tenuto conto e abbiamo via via scremato per la stesura del primo storyboard del gioco.

Non è nel nostro interesse né è obiettivo di Progetto Ustica fare giornalismo d’inchiesta. Non cerchiamo di scoprire nuove interpretazioni o di provare con assoluta certezza tutti i dettagli degli eventi del 27 giugno 1980, altri ci stanno provando e ci hanno provato con risultati eccellenti. Progetto Ustica ricostruisce quegli eventi perché vengano ricordati e lo fa a partire da alcuni punti fermi, emersi dalle belle conversazioni con l’Associazione dei parenti delle vittime e da questa ricerca di cui continueremo a raccontarvi nei prossimi giorni.

Mauro Salvador

Che cos’è Progetto Ustica

Progetto Ustica è un serious game per la memoria.

Progetto Ustica è la ricostruzione quadrimensionale dei circa cinquanta minuti di volo del DC9 Itavia abbattuto fra Ponza e Ustica la sera del 27 giugno 1980.

Progetto Ustica è una simulazione per Oculus Rift, dura circa quindici minuti e rappresenta i momenti più significativi del volo del DC9 separati da ellissi temporali.

Progetto Ustica posiziona il giocatore all’interno della cabina passeggeri del DC9 poco dopo il decollo. Attorno a lui le consuete attività che si vedono durante un volo di linea: chiacchiere, letture, pisolini.

Durante il volo il giocatore interagisce con l’ambiente circostante e scopre oggetti di diverso tipo:

  • oggetti che sbloccano punti di vista alternativi sulla vicenda: gli aerei militari coinvolti nel fatto, una visione radar che ricapitola lo scenario complessivo, un solitario pescatore notturno che ama osservare gli aerei che scendono verso Palermo;
  • oggetti che permettono di ascoltare le comunicazioni radio interessate alla vicenda. Il giocatore può liberamente cambiare il suo punto di vista durante la simulazione per cercare di comprendere cosa sta succedendo;
  • oggetti che contengono piccole porzioni di informazioni su ciò che ha seguito l’evento, articoli, processi, perizie, ecc., consultabili una volta terminata la simulazione.

Gli aerei coinvolti nello scenario, oltre al DC9 sono sei divisi in tre coppie:

  • un MiG23 libico che si accodano al DC9 all’altezza di Firenze e lo segue schermato dai radar civili e militari italiani, con qualche imprecisione decisiva;
  • due F104 italiani, in volo da Villafranca a Grosseto di ritorno da un’esercitazione che segnalano squoccando una situazione di pericolo militare imminente ma poi atterrano regolarmente a Grosseto;
  • due UFO, aerei militari non identificati che poco prima dell’abbattimento intercettano DC9 e MiG23 con traiettoria ortogonale a quella del volo di linea, da ovest verso est, e lo abbattono.

Durante la caduta del relitto, durata circa un minuto, gli aerei militari in volo danno vita a una battaglia che si conclude con la fuga del MiG23 verso la costa della Calabria, fuori dalla ricostruzione di Progetto Ustica.

Dopo l’abbattimento del DC9, il giocatore rimane vincolato al punto di vista in cui è in quel momento, e visualizza, di fatto, un breve finale legato a quel punto di vista, incentivato a ripetere l’esperienza per trovare altri oggetti, sbloccare altri contenuti e per vedere punti di vista conclusivi diversi sulla situazione finale.