Progetto Ustica: lo stato del prototipo #1

Avviata la raccolta fondi, inauguriamo una serie di aggiornamenti che, periodicamente, racconteranno lo stato del prototipo di Progetto Ustica.
Durante il periodo natalizio abbiamo continuato a lavorare con impegno al prototipo del DC9 che, allo stato attuale, comprende:

  • Il modello del DC9 completamente riprodotto all’esterno e parzialmente ricostruito all’interno. Siamo al lavoro per completare i vani mancanti tra cui la cabina di pilotaggio e i servizi igienici.

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  • Una prima versione dei passeggeri, creati seguendo le indicazioni dell’Associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica come spiegato in questo post. Siamo al lavoro sulle uniformi del personale di bordo per completare gli ottantuno soggetti presenti sul volo.

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  • Valigie ed effetti personali nelle cappelliere, rigorosamente senza sportelli come quelle del DC9 originale, e alcuni oggetti che permetteranno di accedere a nuovi punti di vista sulla vicenda, per ora sistemati casualmente nella cabina del DC9.

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  • Lo skybox e una provvisoria configurazione geografica del terreno a fare da sfondo. Siamo al lavoro sulla riproduzione della corretta illuminazione che evolve durante il tragitto del DC9, abbattuto a ridosso delle 21 di una sera di giugno, e sul corretto posizionamento rispetto al terreno in base alla rotta seguita.

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  • Una semplice colonna audio che riproduce il rumore dell’aereo in volo e il vociare dei passeggeri al suo interno. Siamo al lavoro per definire meglio questi suoni e per aggiungerne di nuovi a completamento dell’ambiente interno del DC9.
  • Una versione provvisoria dei pulsanti nella parte superiore dell’interfaccia che permetteranno all’utente di cambiare punto di vista fra tutti quelli che ha sbloccato.

Oltre a questo stiamo iniziando a lavorare ad alcuni degli aerei militari coinvolti, partendo dagli F-104 e dai MiG-23.

La rappresentazione delle vittime in Progetto Ustica

Abbiamo ragionato a lungo sulle modalità di rappresentazione delle vittime della strage.

Fra tutte le carte che abbiamo visionato durante la ricerca, l’elenco dei nomi dei settantasette passeggeri e quattro membri dell’equipaggio, è uno dei documenti più potenti e senza dubbio uno strumento efficacissimo per comunicare la portata dell’accaduto.

Non solo, le fotografie dei cadaveri emersi il giorno successivo alla distruzione del DC9 nel mare a largo di Ustica sono immagini spaventose e toccanti, molto simili a quelle che si vedono ancora oggi, di altre, seppur diverse, vittime di guerra. Immagini che è doveroso mostrare o immagini da non usare con troppa leggerezza?

Ecco, capire come trattare questa “materia” non è stato facile. Daria Bonfietti e Andrea Benetti dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica avevano una posizione in merito, ovvero che dopo tanti anni, forse, rappresentare le vittime con i loro volti, i loro nomi e i loro corpi, non avrebbe dato a Progetto Ustica un valore superiore, anzi, avrebbe rischiato di trasformarlo, così abbiamo interpretato noi, in un incontrollabile strumento retorico.

La scelta è stata allora di rappresentare le vittime come le vedete in questa immagine, impersonali e simboliche, anonime ma al tempo stesso rappresentative, dotate di una voce collettiva comprensibile solo a tratti.